Non ti odio. Ti ringrazio, perché ora so chi sono e cosa merito. E so, che merito di meglio.

Qualunque storia, anche quella finita nel modo peggiore possibile, insegna sempre qualcosa. Odiare dopo la fine di un amore non ha senso. Puoi essere deluso, arrabbiato, ma non potrai mai odiare una persona che hai amato veramente.Ti vorrei odiare per tutto il dolore che mi hai provocato. Per la rabbia, l’ansia e il nervoso che ho. Ti vorrei odiare per tutte quelle volte che son rimasta in agonia, aspettando un tuo messaggio, una chiamata, un gesto o segnale, e che alla fine al 90% delle volte non ho mai ricevuto.

Ti vorrei odiare per tutte le volte che mi hai promesso qualcosa, facendomi sentire importante, e poi però non hai mai concretizzato nessuna di queste promesse. Ti vorrei odiare per avermi illuso che per una volta potevo essere amata, oltre che amare, e che sarei andata a dormire ogni notte col sorriso, perché riuscivamo a chiarire tutte le discussioni. Ti vorrei odiare per avermi cercata quel giorno, per avermi fatto passare dei mesi stupendi per poi cadere di colpo in basso, senza riuscire a fermarmi. Si, ero un corpo in caduta libera, senza paracadute, e di colpo ho toccato il fondo. Ma dicono che bisogna toccare il fondo per potersi rialzare. Quindi, non ti odio più di tanto.

Anzi, ti ringrazio. Si, ti ringrazio. Ti ringrazio per avermi fatto svegliare, dalla bolla in cui ero, e avermi fatto capire che era solo illusione. Ti ringrazio per non avermi trascinato ancora nei tuoi problemi. Ti ringrazio, perché anche se ora mi manca il fiato, prima o poi tornerò a respirare a pieni polmoni, senza pesi sul petto. Ti ringrazio per avermi dato ora la possibilità di poter chiudere con il passato e riniziare un nuovo capitolo. Ti ringrazio perché la rabbia che mi hai provocato mi da la spinta per essere più stronza, e gli schiaffi all’anima per essere più forte. Ti ringrazio perché ho realizzato che ho messo te in primo piano, calpestando io stessa la mia dignità. Ti ringrazio, perché ora so chi sono. E so cosa merito. E so, che merito di meglio.

 

fonte vabbe.it

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